International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” (1st edition)

  • International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” (2nd edition)
    International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” (3rd edition)
    L’archeologa greca Katerina Peristeri, responsabile degli scavi ad Amphipolis, riceve il premio della prima edizione dell'International Archaeological Khaled Al-Asaad alla BMTA 2015

    L’archeologa greca Katerina Peristeri, responsabile degli scavi ad Amphipolis, riceve il premio della prima edizione

    La prima edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” è stata assegnata alla Tomba di Amphipolis – Verghina, Macedonia (Grecia), quale scoperta più significativa del 2014: il Premio è stato consegnato all’archeologa greca Katerina Peristeri, responsabile degli scavi ad Amphipolis, a Paestum venerdì 30 ottobre nell’ambito della conferenza che ha celebrato l’anniversario dei 30 anni di Archeo.

    Alla Tomba di Amphipolis è stato conferito anche lo “Special Award”, il Premio alla scoperta con il maggior consenso sulla pagina Facebook della BMTA.

    Le prime cinque scoperte archeologiche sono risultate:

    1. Tomba di Amphipolis – Verghina, Macedonia (Grecia)
    2. Impronte umane più antiche d’Europa – Happisburgh (Inghilterra)
    3. Tomba di Khentakawess III – Abu Sir (Egitto)
    4. Tomba con carro di un Principe dei Galli – Warcq (Francia)
    5. Tesoro di Orselina – Canton Ticino (Svizzera)

    1. TOMBA DI AMPHIPOLIS, Verghina, Macedonia – Grecia

    L’équipe di archeologi greci guidati da Katerina Peristeri ha ritrovato la tomba antica più grande mai scoperta in Grecia. Il tumulo ha una circonferenza di 496 metri. L’intera base, un cerchio perfetto, è sostenuta da un muro alto 3 metri, fatto di grandi blocchi regolari e ben connessi in marmo di Taso. Non si sa a chi appartenga, per chi e perché sia stata realizzata alla fine del IV secolo a.C., pochi anni dopo la morte di Alessandro Magno a Babilonia, nel 323 a.C.

    Tomba di Amphipolis, Verghina, Macedonia - Grecia

    Tomba di Amphipolis, Verghina, Macedonia – Grecia

    Si lavora alla tomba dal 2009, ma il 10 agosto 2014 è stato individuato e liberato da terra e detriti un ingresso spettacolare, una porta in marmo guardata da due sfingi alate sedute su un architrave che conserva tracce dei suoi colori originari, rosso, blu, nero. Poi, liberando la sala dietro alle sfingi, coperta da una volta a botte in marmo, è stata scoperta una seconda sala e un altro ingresso. Ai lati della porta rettangolare, una coppia di grandi cariatidi in marmo di Taso, lo stesso usato in tutta la tomba, che sorreggono l’architrave. Le due magnifiche statue hanno mostrato un ricco, splendido panneggio. Il volto della prima è intatto, l’altro invece mancava, ma è stato recuperato sotto strati di fango secco. Adesso si lavora per entrare nella terza sala, protetta da un muro in marmo lungo 13 metri che blocca il passaggio. La prima intuizione dell’esistenza di una sepoltura si deve all’archeologo Dimitri Lazaridis, che nel 1956 scavò, ma non trovò nulla. L’archeologa del Ministero della Cultura Katerina Peristeri nel 2009 ha ripreso lo scavo, nel 2012 era stato dissotterrato e ripulito gran parte del basamento. Esclusa la possibilità che la tomba fosse destinata ad Alessandro, si pensa a un suo generale, o forse a sua madre, oppure alla moglie di Alessandro, Roxane e al loro giovanissimo figlio Alessandro IV, uccisi nel 311 da uno dei generali che lottavano per la successione al trono. Un sepolcro tanto ricco e gigantesco appartiene a un personaggio di alto rango. Sappiamo soltanto chi ne è stato l’architetto: un amico di Alessandro, Deinokrates di Rodi, che ha firmato l’opera. La scoperta della camera sepolcrale potrebbe rivelare non soltanto il nome dell’illustre defunto ma anche straordinari tesori. Nel 1977, a Verghina, non troppo lontano da Amphipolis, sotto un tumulo più modesto, venne scoperta intatta e piena di fantastici oggetti d’oro, la tomba di Filippo, padre di Alessandro.

    2. LE IMPRONTE UMANE PIÚ ANTICHE D’EUROPA, Happisburgh – Inghilterra

    Le impronte umane più antiche d'Europa, Happisburgh - Inghilterra

    Le impronte umane più antiche d’Europa, Happisburgh – Inghilterra

     

    Il sito di Happisburgh, costa orientale inglese di Norfolk, continua a riscrivere le nostre conoscenze a proposito delle prime tracce umane in Gran Bretagna e in Europa, che risalgono a un periodo tra 850 mila e 950 mila anni fa. Per archeologi e storici le circa 50 orme lasciate da una famiglia (due maschi adulti, due donne e tre o quattro ragazzi, così si presume), camminando sulla spiaggia centinaia di migliaia di anni fa, in cerca di molluschi, alghe e granchi, è una scoperta che riscrive la storia delle origini dell’uomo. Probabilmente sono da attribuire alla specie Homo antecessor, ritrovato in Spagna ad Atapuerca, una specie di ominide databile tra 1,2 milioni e 800 mila anni fa, considerato uno dei primi ominidi europei, appartenuto a una fase intermedia tra l’Homo georgicus e l’Homo heidelbergensis (tutti risalenti al Pleistocene) e foriero di tratti arcaici mischiati presumibilmente con molti tratti moderni. Il sito di Happisburgh era divenuto famoso già nel 2010 per aver regalato i resti di utensili di pietra e fossili di mammut, che testimoniavano la presenza umana intorno a 800 mila anni fa. Le orme di Happisburgh diventano, in ordine cronologico, le terze impronte più vecchie mai scoperte e in assoluto le più antiche per il Vecchio Continente. Esistono infatti solo due siti nel mondo, rispettivamente in Tanzania e in Kenya, che presentano orme più antiche, raggiungendo i 3,5 milioni di anni fa.

     

     

    3. LUCE SULLA QUINTA DINASTIA DEI FARAONI CON LA TOMBA DI KHENTAKAWESS III, Abu Sir – Egitto

    Luce sulla quinta dinastia dei Faraoni con la Tomba di Khentakawess III, Abu Sir - Egitto

    Luce sulla quinta dinastia dei Faraoni con la Tomba di Khentakawess III, Abu Sir – Egitto

    Un team di archeologi coordinato da Miroslav Barta dell’Istituto di Egittologia della Repubblica Ceca ha scoperto in una vasta necropoli costruita nei pressi della capitale del Cairo, in Abu Sir, la tomba di una regina egiziana precedentemente sconosciuta. Nel sito ci sono diverse piramidi dedicate ai Faraoni della V dinastia dell’Antico Regno (2494-2345 a.C.), tra cui Neferefra, di cui potrebbe essere la moglie. Il nome della regina è stato identificato come Khentakawess III grazie alle iscrizioni sulle pareti della tomba. Questa scoperta farà luce su alcuni aspetti sconosciuti della V dinastia, che insieme con la IV dinastia, ha visto la costruzione delle prime piramidi. Oltre ad essere identificata come “la moglie del re”, l’iscrizione ha anche indicato che la regina era “la madre del re”, probabilmente riferendosi al Faraone Menkauhor, il settimo sovrano della V dinastia, che ha amministrato la regione circa 2422 a 2414 a.C. La parte alta della tomba è costituito da una “mastaba”, una struttura rettangolare con tetto piano con sponde in mattoni o in pietra, e una cappella, che in origine aveva un paio di false porte sulla parete ovest. La parte sotterranea della tomba si compone di una camera sepolcrale. I ricercatori hanno rinvenuto una trentina di utensili di rame e pietra calcarea nello scavo. Grazie alla scoperta si potrà fare finalmente luce su alcuni aspetti ancora poco noti della V dinastia.

    4. TOMBA CON CARRO DI UN PRINCIPE DEI GALLI, Warcq – Francia

    Tomba con carro di un Principe dei Galli, Warcq - Francia

    Tomba con carro di un Principe dei Galli, Warcq – Francia

    Un team di archeologi studiosi del dipartimento di archeologia delle Ardenne e dell’INRAP ha scoperto una tomba gallica aristocratica, a Warcq, durante la costruzione di una strada. Nella tomba è stato ritrovato un carro cerimoniale o da guerra, comparso in Gallia nel VII sec. a.C. e rimasto in uso per tutto il periodo celtico, ovvero fino al I sec. a.C. Il carro e un ricco arredo funebre fanno ipotizzare che si tratti della sepoltura di un principe dei Galli di 2.200 anni fa. La Champagne-Ardenne è famosa per queste pratiche di sepoltura, ma la tomba di Warcq è davvero eccezionale. La camera funeraria si è conservata per oltre un metro di spessore e in questo ambiente umido la cassaforma e il suo soffitto in legno, crollato sul pavimento, hanno mantenuto la sepoltura in ottimo stato. Notevole è lo sfarzoso carro a due ruote, finemente decorato con monete di bronzo e pasta vitrea, mentre altri oggetti in legno sono ricoperti da una sottile foglia d’oro. Un elemento che esprime tutto il prestigio sociale del personaggio è poi la sepoltura di quattro cavalli: due negli angoli sud-ovest e nord-ovest e due davanti al carro, sotto al giogo. Il defunto fu deposto invece sulla cassa del veicolo. Una collana d’oro, probabilmente su una trama di cuoio o legno, era ancora al collo; una fibula fermava le vesti, mentre una spada piegata (defunzionalizzata secondo una pratica comune nelle tombe celtiche del Nord Italia ma poco attestata in Gallia) e un rasoio erano deposti sul fianco. Tre vasi in ceramica sono rimasti schiacciati dal crollo del soffitto; i resti di un maiale attestano un’offerta di cibo. Tanti indizi consentono di attribuire la tomba con carro di Warcq alla fine del II o agli inizi del I sec. a.C., quando questo modo di seppellire i defunti scomparve.

    5. TESORO DI ORSELINA, Canton Ticino – Svizzera 5. TESORO DI ORSELINA, Canton Ticino – Svizzera

    Tesoro di Orsellina, Canton Ticino - Svizzera

    Tesoro di Orsellina, Canton Ticino – Svizzera

    In Ticino, durante alcuni lavori di scavo di una canalizzazione in un terreno privato di Orselina, vicino Locarno, il Servizio archeologia dell’Ufficio dei beni culturali del Cantone ha recuperato un insieme monetale di epoca romana di eccezionale importanza: si tratta di oltre un migliaio di monete in bronzo del periodo imperiale (i primi dati indicano II-III secolo d.C.) in buono stato di conservazione. Il recipiente di ceramica che le conteneva si trovava a mezzo metro di profondità, in una zona povera di vestigia antiche, anche se a pochi chilometri vi sono i resti di un abitato romano, che costituiva un importante centro di collegamento tra il lago Maggiore e il nord delle Alpi. Le monete infatti, pur non avendo un grande valore dal punto di vista del mercato antiquario, sono reperti di fondamentale importanza dal punto di vista storico e culturale per il mondo antico.