BMTA http://www.borsaturismoarcheologico.it Wed, 26 Sep 2018 11:58:20 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.8 Icone D’incanto, una poesia di Enzo Tafuri http://www.borsaturismoarcheologico.it/icone-dincanto-poesia-enzo-tafuri/ Tue, 03 Nov 2015 17:09:45 +0000 http://www.borsaturismoarcheologico.it/?p=5955 Il poeta di Vietri sul Mare Enzo Tafuri dedica una poesia alla Borsa dal titolo Icone D’incanto

Nasce lento il trepido giorno, palpito di colori
nel respiro frizzante.

Pacato riflesso, l’arcata al mare spazia l’onda,
punta  Licosa al bacio di sole

Rassegna di scena, la Borsa svetta iridescenti
candori, staglia il cielo come alata mongolfiera.

Schiere di volti pastellano figure nel ritmo sereno.

Mani delicate plasmano argille, fluido torniante
di terracotte brunite.

Il passo sfiora umori di terra, seno racchiuso,
genesi antiche, orme di storia.

È morbido, lento l’incedere elastico,
tappeto di germogli, petali di rugiada.

L’eco sospeso come coro di fanciulli.

Voci, versi, sussurri delicati avvolgono
il pensiero, icone d’incanto.

L’aroma di caffe ’dirimpetta il Tempio.

Cerere canta il fuoco della sera.

L’abbraccio muto, immutato brivido
come un cosmico guizzo di luce.

Paestum, li 1 novembre 2015

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Templi di Memorie, una poesia di Enzo Tafuri http://www.borsaturismoarcheologico.it/templi-memorie-poesia-enzo-tafuri/ Mon, 10 Nov 2014 11:30:13 +0000 http://www.borsaturismoarcheologico.it/?p=4388 Il poeta di Vietri sul Mare Enzo Tafuri dedica una poesia alla Borsa dal titolo “Templi di Memorie”

Novembre tiepida balugina linee di sole.
Paestum riflette umori dorati di pietre.

Templi di memorie nel muto respiro del tempo.

Recinto remoto, svetta l’argine bianco di cupola
nella maestà del vento.

Universo di popoli, frammenti, il segno inciso
dell’inconscio, l’umanità racconta favole
di parole.

Viali sintetici, decori, hostess, rosso
luccicante, fluido ritmo.

Archeologia viva, quel passato sepolto
germoglia nel fiore del pensiero.

Anime adolescenti, veli di donna, bisbiglio
di voci.

Cerco nel bouquet di volti, la terra soffia
un petalo,  la voce,  è già canto nel ruscello
dei sensi.

Argine di brividi nel delicato chiarore, tu
fanciulla con gli occhi nel sogno accarezzi
l’animo come un velo di seta.

Paestum 1 novembre 2014

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Sulla via di Paestum: facce da archeoblogger http://www.borsaturismoarcheologico.it/via-paestum-facce-archeoblogger/ Tue, 28 Oct 2014 13:02:56 +0000 http://www.borsaturismoarcheologico.it/?p=4170 Non è più tempo di dolcetto o scherzetto. Il prossimo 31 ottobre alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum si fa sul serio.

Niente maschere a coprire le facce, anzi tante persone a metterci la propria e speriamo un folto pubblico ad ascoltare e partecipare. Gliarcheoblogger tornano a Paestum dopo l’incontro dello scorso anno e lo spazio per la discussione sarà ampio: cosa è cambiato nell’ultimo anno, quali sono le novità che ci attendono, cosa possiamo fare di meglio. Queste le prospettive dal quale vedere i temi centrali dell’incontro.

Si parlerà sicuramente di social media con Alessandro D’Amore, che fornirà il punto di vista del team #svegliamuseo, con Marina Lo Blundo e Stefano Rossi, che invece racconteranno la comunicazione online dall’interno delle Soprintendenze archeologiche della Toscana e della Liguria. Spazio per una discussione aperta c’è sicuramente: il numero sempre maggiore di pagine Facebook e account Twitter delle istituzioni culturali italiane e le prime avvisaglie di un coordinamento centrale da parte del MIBACT con la giornata informativa e il censimento dei profili social sarà sicuramente oggetto di riflessioni approfondite.

Sulla scia dell’ultima intervista a #svegliamuseo, i blog museali e non solo saranno oggetto di dibattito grazie alla presenza di Alessandro (Le parole in archeologia), Marina (Generazione di archeologi, ArcheoToscana e blog del Museo Archeologico di Venezia), Giuliano De Felice (Passato e futuro), Antonia Falcone (Professione Archeologo), Michele Stefanile (Archeologia Subacquea), Astrid D’Eredità (Astridrome) e Giovanna Baldasarre, che racconterà della nuova esperienza di ArcheoKids, un blog su archeologia e bambini al quale collaboro anche io.  La presenza della superstar Mariangela Vaglio (Il nuovo mondo di Galatea) garantirà un punto di vista di valore assoluto al quale potersi affidare. Io porterò il mio punto di vista del blog del Museo Archeologico delle Marche, gestito da tirocinante.

Per la serie quello che è stato fatto, sarà compito mio e di Cinzia Dal Maso raccontare l’avventura degli archeoblogger italiani all’ultimo Day of Archaeology mentre ad arricchire la sezione novità sarà l’annuncio di unaprossima uscita libraria. Chi vuole saperne di più ci segua a Paestum e, visto che dietro ogni blog c’è sempre un blogger (e quelli di archeologia non fanno eccezione), nell’attesa inizi a conoscere i protagonisti che hanno deciso di presentarsi con questo video.

Vi aspettiamo a Paestum!

 

 

fonte: archeovideo.wordpress.com

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A Paestum… un anno dopo http://www.borsaturismoarcheologico.it/paestum-anno-dopo/ Tue, 28 Oct 2014 12:54:24 +0000 http://www.borsaturismoarcheologico.it/?p=4162 Intanto godetevi questo video
 

L’anno scorso fu una festa. Una scommessa, un incontro, uno scambio. Il I Incontro degli Archeoblogger alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum 2013 è stato un momento di confronto tra i più attivi blogger di archeologia in Italia per fare il punto della situazione sulla nostra presenza nel web, sul perché e sul come porsi nei confronti del pubblico, su come affrontare la comunicazione dell’archeologia. L’entusiasmo per l’evento, prima durante e dopo, è stato grande e quel gruppo di blogger abitualmente si consulta e dialoga: abbiamo partecipato in forze al Day of Archaeology del 10 luglio 2014, per esempio, e ci stiamo coordinando per altre iniziative (che scoprirete più avanti). In sostanza, stiamo riuscendo a costruire una rete e a “fare cose” insieme. Ovvio, nei limiti delle nostre vite quotidiane e delle distanze: ma il bello di internet è proprio questo, che abbatte le distanze fisiche e geografiche e consente azioni, operazioni e collaborazioni unendo in un unico spazio virtuale tante esperienze fisicamente lontane. Così è stato più che naturale scoprire di essere invitati al II Incontro degli Archeoblogger, che quest’anno ha un titolo altisonante e dal sapore internazionale, “Social Media & Archaeological Heritage Forum“: e noi ci ritroviamo, più motivati che mai, a parlare di social media. Perché ormai il blog da solo non conta nulla, se non viene amplificato sui social network. E soprattutto il blogger ha bisogno di avere una voce più ampia, che esca dalle pagine del suo blog per andare ad arricchire il dibattito intorno ai temi che lo interessano. Il luogo dei social network diventa per il blogger la piazza dell’approfondimento, delle relazioni, delle reti di nuove conoscenze, della nascita di nuovi progetti. Guardate noi archeoblogger: tra molti non ci saremmo mai incontrati né conosciuti senza i social network, che sono sempre più fondamentali per creare, coordinare e portare avanti strategie comuni di azione, ma anche per darci man forte gli uni con gli altri. Siamo a tutti gli effetti una squadra, perché grazie ai social riusciamo a fare gruppo e ad aprirci ad altre realtà. Infatti quest’anno, rispetto all’anno scorso, la squadra è ampliata e rispetto ai soliti noti nuove voci verranno ad animare l’Incontro nella bella sede del Museo di Paestum.

Per quanto mi riguarda, darò sempre voce alla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana. L’anno scorso avevo parlato del blog, quest’anno mi focalizzerò sul sistema social di Archeotoscana, in particolare su twitter che tante gioie mi/ci dà, e dialogherò con Stefano Rossi, mio collega della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria, che parlerà della sua realtà social. Faremo un confronto, mostreremo che due realtà sostanzialmente molto simili gestiscono in maniera differente la comunicazione perché in questa fase siamo ancora un po’ abbandonati a noi stessi, dato che ancora non esiste un coordinamento dei social a livello centrale, cosa che invece sarebbe auspicabile. E proprio su questo aspetto vorrei insistere, approfittando anche della presenza della Direttrice Generale per la Valorizzazione Buzzi: perché il censimento dei profili social del MiBACT che è stato voluto poco tempo fa non deve restare un’azione fine a se stessa, ma deve portare a qualcosa di concreto in termini di strategie di comunicazione. Ed ecco, vorrei proprio che la Buzzi ci dicesse qualcosa in merito e penso, spero anzi, che la sua partecipazione all’incontro sia proprio per questo, per rassicurarci sulle intenzioni del Ministero e per annunciarci qualche concreto progetto di comunicazione tra centro e periferia. Staremo a vedere.

Come spesso ultimamente, con me verrà la Chimera, già protagonista del video di apertura insieme agli altri blogger. Le farò fare un bel tour di Paestum e del suo museo, le farò mangiare la mozzarella di bufala e probabilmente attraverso di lei vi racconterò, al nostro ritorno, com’è andata. Seguiteci in questa impresa, il 31 ottobre 2014 dalle 15 in avanti: ne vedrete e sentirete delle belle.
 
fonte: generazionediarcheologi.myblog.it

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Il ritorno degli #archeoblogger: Professione Archeologo incontra Cinzia Dal Maso http://www.borsaturismoarcheologico.it/ritorno-degli-archeoblogger-professione-archeologo-incontra-cinzia-dal-maso/ Tue, 28 Oct 2014 12:43:12 +0000 http://www.borsaturismoarcheologico.it/?p=4147 Tra pochi giorni al via a Paestum la XVII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, con un programma fitto di eventi sui temi della tutela, della ricerca, dell’occupazione e del turismo.

Per il secondo anno di fila uno degli innumerevoli incontri sarà dedicato all’archeologia ed al suo racconto sul web.

Con il titolo SOCIAL MEDIA & ARCHAEOLOGICAL HERITAGE. ARCHEOBLOG: RACCONTARE L’ARCHEOLOGIA NEL WEBvenerdì 31 Ottobre alle ore 15 gli archeoblogger italiani faranno il punto sulla questione, lanceranno idee e stimoli di riflessione futura. Dopotutto, i tempi del web maturano rapidamente e tante cose sono cambiate da quando nacquero i primi pioneristici blog di archeologi che parlavano di archeologia.

Ma chi è l’archeoblogger, se una tale figura (mitologica?) esiste? O meglio da cosa sono accomunati gli archeoblogger italiani? E perché è importante che si incontrino?

Abbiamo raggiunto Cinzia Dal Maso, archeologa, giornalista, blogger, che da anni si occupa di archeologia sulle più importanti testate nazionali, promotrice dell’incontro.

*

Ciao Cinzia e benvenuta sulle pagine virtuali di Professione Archeologo! Iniziamo con una domanda difficile. O forse no. Chi sono secondo te gli archeoblogger italiani?

Domanda facilissima, visto che il termine l’ho inventato io pensando a tutti quelli che credono nell’importanza di raccontare l’archeologia, e in generale la nostra storia, nel web. Ho usato il termine “blogger” perché suona bene, ma vuole comprendere anche chi non ha propriamente un blog ma usa i canali social o altro. Anche se, a parer mio, il blog ha una funzione insostituibile in un piano di comunicazione via web: è la vera cabina di regia. Ultimamente è, per così dire, “scaduto di tono” perché pochi giovani scelgono di usarlo. Forse anche perché è un impegno importante. Credo però che non tramonterà mai perché senza una regia non si va da nessuna parte. Comunque a Paestum sentiremo cosa ne pensano gli altri archeoblogger: sarà uno dei temi del nostro dibattito.

 

Come è nata l’idea di avere un incontro di archeoblogger all’interno di una rassegna così importante come la BMTA? E quale è stata la risposta iniziale da parte degli archeologi presenti in rete?

I blogger di altri settori si sono coordinati da tempo, e così si sono fatti conoscere e sono ora delle star. Certo, noi non possiamo competere con chi si occupa di moda, cibo o turismo, però possiamo anche noi ampliare di molto il nostro pubblico e far sentire la nostra voce. Però dobbiamo essere uniti e gridare forte tutti assieme. Per questo ho voluto riunire gli archeoblogger: per creare una squadra.

L’ho fatto alla Borsa di Paestum perché a tutt’oggi è l’occasione d’incontro più importante per l’archeologia, e molti di noi la frequentano già da tempo. E perché l’ideatore della Borsa, Ugo Picarelli, è persona molto sensibile a quanto di innovativo accade nel nostro settore, e ci ha subito dato fiducia ospitandoci. Noi, d’altro canto, siamo riusciti a dare grande visibilità alla Borsa sul web: molti suoi incontri sono finiti tra i Trending Topics di twitter proprio grazie a noi. Perché sì, tutti i blogger invitati hanno risposto con entusiasmo. L’anno scorso ci siamo visti in faccia, ci siamo conosciuti e c’è stato poco tempo per altro, ma credo che sia nata subito in tutti la consapevolezza di essere un gruppo. E ora il gruppo si sta cementando e allargando sempre più: voi stesse di Professione Archeologo siete giunte dopo il primo incontro, e state contribuendo alla grande!

 

Dacci qualche anticipazione. Quali saranno i temi affrontati quest’anno, oltre al ruolo del blogger? C’è stato un arricchimento del panorama rispetto allo scorso anno?

All’ultima domanda ho già risposto: Professione Archeologo è la prova dell’allargamento del gruppo. Come anche Giovanna Baldasarre di Archeokids o Alessandro D’Amore di Le parole in archeologia. Siamo un gruppo informale, nessuno deve iscriversi, però siamo apertissimi a chiunque voglia unirsi e portare idee e lavoro. Sul web nascono (e muoiono) di continuo iniziative nuove: esortiamo assolutamente gli archeoblogger che non conosciamo a farsi vivi con noi.

A Paestum parleremo di due temi caldissimi: faremo anzitutto un bilancio della presenza di musei e istituzioni culturali italiani sui social network, anche grazie ad Alessandro D’Amore che tiene monitorata la situazione dall’osservatorio privilegiato di #svegliamuseo. Quest’anno c’è stato un vero boom della presenza della cultura italiana in rete, non solo di privati e musei locali ma anche di istituzioni statali. Tutti partiti un po’ all’arrembaggio, a parte le utili indicazioni fornite da #svegliamuseo. Gli archeoblogger vantano due pionieri come Marina Lo Blundo per la Soprintendenza archeologica della Toscana, e Stefano Rossi per la Soprintendenza ligure: con loro vorremmo evidenziare con forza la necessità di un coordinamento tra comunicatori social del Ministero, e in seconda battuta anche con privati. Per creare un’immagine forte e unitaria della cultura italiana sul web che ancora non c’è.

Racconteremo poi come ci siamo organizzati per partecipare in massa al Day of Archaeology, e come quella bella esperienza, che ha dato molta forza al gruppo, sia proseguita poi nel libro Archeostorie: a Paestum annunceremo la sua uscita nel marzo 2015. Nel libro raccontiamo, in modo informale ma rigoroso, le nostre storie di archeologi che raramente usano la cazzuola e, quando la usano, il clima di scavo non è proprio quello idillico sperimentato all’università. Raccontiamo insomma cosa fanno gli archeologi nel mondo reale, e le mille possibilità di lavoro che un archeologo può avere, con un po’ di fantasia. Speriamo che ci leggano tutti gli studenti dell’università dove si insegna lo scavo paludato e poco più, ma anche quelli del liceo che non vogliono più studiare archeologia perché non dà lavoro: non è vero, i lavori sono tanti e disparati, dalla gestione museale alla comunicazione, dalla tutela allo sviluppo di comunità e territori, dal marketing al crowdfunding. Sono mestieri che esistono da tempo anche se il nostro paese non li riconosce ufficialmente, ma dovrà farlo presto perché serviranno sempre più. Archeostorie vuole “svegliare” tutti, anche chi ci governa, su questa importante verità.

 

Per definizione il blogger occupa gli spazi della comunicazione on line, ma come tutto in rete, la comunicazione culturale ha poi un fine molto tangibile, che è quello della promozione culturale ad ampio raggio, anche (e forse soprattutto) sul territorio. Quale potrebbe essere il contributo degli archeoblogger alla comunicazione culturale nel settore archeologico?

Sappiamo bene che la comunicazione si fa tanto online che offline. L’archeologia in particolare, che agisce sempre in un territorio preciso, deve insistere su quel territorio prima ancora di farsi conoscere al mondo. Il web è uno strumento fantastico per cooptare il mondo, e imprescindibile oggidì, ma dalla signora Pina che abita nella casetta in fondo alla via, è bene che l’archeologo continui ad andare a farsi offrire il caffè. Proprio questa peculiarità dell’archeologia che la lega volente o nolente al territorio, è forse il suo grande vantaggio e ciò che la porterà forse a insegnare ad altri l’aurea regola dell’equilibrio tra reale e virtuale. E per gli archeoblogger la regola ferrea è: mai lanciare alcunché sul web senza averlo visto o sperimentato di personaMai farsi prendere dal chiacchiericcio tipico di molto web e postare solo contenuti seri e verificati: solo così si trasmettono vere conoscenze, si fa comunicazione culturale vera, e un servizio serio al mondo e al web.

 

Tu ti occupi di comunicazione da anni. Non esistono formule per il successo, ma c’è secondo te qualcosa che non deve assolutamente mancare agli archeoblogger nostrani per essere veramente influenti nel panorama culturale, quantomeno nel settore archeologico?

Della serietà e della competenza, ho già parlato ma lo ribadisco perché è importante, ed è la ragione prima per cui certi argomenti devono essere affrontati da gente preparata e non da altri. Chi è serio e costante, prima o poi diventa anche influente. Oggi però, come in tutti i settori, servono anche idee nuove e tantissima intraprendenza. Noi siamo ancora troppo timidi: dobbiamo osare e imporci molto di più.

 

Grazie mille della disponibilità, Cinzia, e arrivederci a Paestum!

Grazie a voi! E a tutti: ci vediamo a Paestum!

 

L’appuntamento è quindi per vernedì 31 ottobre alle ore 15. Per ulteriori anticipazioni e informazioni, tenete d’occhio l’evento Facebook dell’incontro, dove stiamo in questi giorni presentando uno ad uno gli archeoblogger che interverranno (per Professione Archeologo parlerà la nostra Antonia Falcone, mentre altri membri dello staff si aggireranno più o meno furtivi tra gli archeoblogger!), e dove potete proporre le vostre domande, curiosità e osservazioni sui temi trattati.

Su Twitter gli hashtag da seguire sono #archeoblogger e #BMTA2014  che saranno utilizzato anche durante il live tweeting dell’evento.

Qui sotto trovate il video di presentazione degli archeoblogger realizzato da Francesco Ripanti.

Vi attendiamo numerosi!!

 

 

fonte: professionearcheologo.it

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SOCIAL MEDIA & ARCHAEOLOGICAL HERITAGE FORUM: gli archeoblogger a Paestum http://www.borsaturismoarcheologico.it/social-media-archaeological-heritage-forum-gli-archeoblogger-paestum/ Tue, 28 Oct 2014 12:32:27 +0000 http://www.borsaturismoarcheologico.it/?p=4143 Il 31 ottobre a Paestum, in occasione della XVII Borsa Mediterranea del turismo archeologico, si terrà l’incontro SOCIAL MEDIA & ARCHAEOLOGICAL HERITAGE FORUM. ARCHEOBLOG: RACCONTARE L’ARCHEOLOGIA NEL WEB, coordinato e fortemente voluto dalla giornalista e blogger Cinzia Dal Maso.

Si tratta del secondo raduno degli archeoblogger a Paestum, dopo la fortunata edizione dell’anno scorso che ha visto l’hashtag #archeoblog entrare dritto dritto nelle tendenze di twitter grazie ad un sapiente uso degli strumenti social da parte della community degli archeologi online.

Eh sì, perché gli archeologi non passano le loro giornate soltanto tra la terra di antichi depositi stratigrafici, in polverosi magazzini a studiare “l’antico vaso” o in buie biblioteche a sfogliare cataloghi e report di scavo. Tutt’altro. Negli ultimi anni il web è diventato luogo di incontro e confronto per gli studiosi dell’antico, siano essi veterani della trincea, che giovani studenti alle prese con il sogno di poter fare dell’archeologia un lavoro.

Chi sono quindi gli archeologi-blogger italiani?

Sono archeologi con una solida formazione accademica alle spalle, laurea, specializzazione, dottorato, master, che hanno deciso un bel giorno di aprire un blog per parlare ad un vasto pubblico di archeologia, con l’obiettivo di confrontarsi anche con i non addetti ai lavori.

Lo spirito che anima gran parte dei blogger nostrani è a volte polemico (nel precedente post su odysseovi ho già raccontato di quali sono le reali condizioni lavorative degli archeologi italiani), spesso autobiografico, a volte ironico. L’obiettivo comune è quello di ampliare il pubblico, di venire fuori da una “settarietà” che ha condannato l’archeologia per anni a stare nel limbo tra “Indiana Jones” e “tempio tetrastilo” (per citare Alessandro D’Amore).

E così a Paestum gli archeoblogger si confronteranno su cosa vuol dire fare comunicazione culturale ai tempi del web, quali possono essere gli strumenti per portare la cultura da offline a online e quale il pubblico da raggiungere.

Perché non bisogna dimenticare che una storia esiste se c’è qualcuno ad ascoltarla.

Appuntamento il 31 ottobre dalle ore 15 alle 19 alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico.

L’hashtag ufficiale della Borsa è #BMTA2014, invece per seguire la tavola rotonda basterà cercare su twitter #archeoblogger.

Interverranno:

Cinzia Dal Maso Giornalista e blogger (moderatrice)

Giovanna Baldassarre Archeokids
Alessandro D’Amore #svegliamuseo e Le parole in archeologia
Astrid D’Eredità Astridrome
Giuliano De Felice Passato e futuro
Antonia Falcone Professione archeologo
Marina Lo Blundo Archeotoscana e Generazione di archeologi
Pierluigi Picilli Operation manager LiuTravel
Francesco Ripanti ArcheoVideo
Stefano Rossi Archeoliguria
Michele Stefanile Archeologia subacquea
Alex Tourski CEO IZI.travel
Mariangela Vaglio Il nuovo mondo di Galatea

Anna Maria Buzzi Direttore Generale DG per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale MiBACT

Link utili:

Video di presentazione: http://www.youtube.com/watch?feature=youtu.be&v=78cSeFvVMOw&app=desktop

Sito web della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico: www.borsaturismoarcheologico.it

Evento fb: http://www.facebook.com/events/536571126477640/

 

fonte: odisseo.it

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L’Egitto a Salerno, passando per Londra http://www.borsaturismoarcheologico.it/legitto-salerno-passando-per-londra/ Mon, 20 Oct 2014 08:39:02 +0000 http://www.borsaturismoarcheologico.it/?p=3971 di MATTIA MANCINI

L’Egitto arriva a Paestum, e che Egitto!!! Non lo portano i faraoni né illustri studiosi o famosi archeologi ma direttamente gli studenti. Lo scorso marzo, un gruppo di iscritti all’Università di Salerno è stato introdotto alla storia, alla cultura e alla società della civiltà nilotica grazie a un progetto chiamato Messaggeri della Conoscenza. Questo progetto, promosso e finanziato dal Miur e attivato per le università delle Regioni Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, si prefigge, attraverso la collaborazione di centri d’eccellenza internazionali, di diffondere in questi atenei percorsi didattici sperimentali e all’avanguardia. Così, succede che, improvvisamente, l’Egitto arriva anche a Salerno, portato da un ricercatore dello University College London, il Dr. Gianluca Miniaci, che, originario proprio della provincia di Salerno, dopo aver condotto i propri studi in Italia, presso l’Università di Pisa, è andato a lavorare in Inghilterra. Gli studenti dell’Università di Salerno hanno, così, potuto seguire, per la prima volta nell’ateneo salernitano, un corso di Egittologia. Tuttavia, il corso, “Tra Oriente e Occidente: la cultura dell’Antico Egitto”, non si è limitato alle lezioni tradizionali, ma ha promosso e introdotto metodi sperimentali d’insegnamento e ricerca tipici dei sistemi educativi anglosassoni. Caratterizzate dall’interattività e dalla multimedialità, le lezioni hanno visto l’utilizzo di proiezioni di materiale audio/video, lavori in gruppo, registrazioni delle spiegazioni, e, soprattutto, del turning point, un sistema tecnologico di sondaggi live con il quale gli studenti hanno interagito in classe con il docente.

Il corso è stato coordinato dal Dr. Marco Russo dell’Università di Salerno e si è avvalso del supporto del Laboratorio di Cultura Digitale dell’Università di Pisa e del Laboratorio di Filosofia e Linguaggi dell’Immagine dell’Università di Salerno.

Tra coloro che hanno seguito il corso a Salerno, cinque studenti (Vincenzo Di Rosa, Jessica Elia, Serena Memoli, Simona Sarnicola, Luna Taurone) sono stati selezionati per un progetto di mobilità che li ha portati per due mesi, da giugno a luglio, a Londra. In questo periodo di studio, gli studenti hanno osservato, dall’interno, il sistema universitario dell’UCL, visitato biblioteche, laboratori, musei, fatto ricerche negli archivi, partecipato a seminari e convegni, discusso con esperti del settore, come Stephen Quirke e Wolfram Grajetzki, e, infine, hanno potuto toccare, “letteralmente” con mano, i reperti del Petrie Museum of Egyptian Archaeology durante le handling sessions condotte dal Dr. Miniaci. Inoltre, i ragazzi hanno anche appreso le recenti tecniche di indagine archeometrica conducendo analisi con l’XRF, uno strumento che permette di conoscere la composizione elementare di un oggetto attraverso lo studio della radiazione di fluorescenza X.

Tornati a Salerno, i cinque studenti hanno raccontato la loro esperienza a tutti coloro che non erano potuti essere con loro a Londra. Ma, per raggiungere un numero maggiore di persone, hanno usato anche i moderni mezzi di comunicazione caricando blog, video-interviste, registrazioni vocali e foto sui vari social network (facebook, twitter, youtube). Tutto questo materiale, oltre a confluire parzialmente in un sito web è stato inserito in un e-book che contiene parole, video, immagini, suoni, rumori e tutte le emozioni che i ragazzi hanno raccolto a Londra. Alla BMTA 2014 avrete il piacere di consultare in anteprima questo libro digitale.

Ma, non basta. Non poteva di certo mancare una tappa in Egitto; così, il prossimo anno, alcuni studenti dell’Università di Salerno, grazie alla collaborazione tra il DISPAC e l’Institute of Archaeology, avranno la possibilità di essere selezionati per far parte della missione archeologica diretta dal dr. Miniaci a Zawyet el-Maytin (UCL concession), sito nella parte centrale dell’Egitto, nei pressi di tell el-Amarna, l’antica residenza del faraone Akhenaton.

Come anticipato, i “Messaggeri della Conoscenza” saranno presenti alla BMTA 2014 per portare a Paestum il bagaglio formativo maturato e per arricchirlo ulteriormente confrontandosi con nuove realtà culturali.

Veniteci a conoscere.

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Giornata Informativa sui Social Network del MiBACT? Mi piace! (ma con qualche appunto) http://www.borsaturismoarcheologico.it/giornata-informativa-sui-social-network-del-mibact-mi-piace-ma-con-qualche-appunto/ http://www.borsaturismoarcheologico.it/giornata-informativa-sui-social-network-del-mibact-mi-piace-ma-con-qualche-appunto/#comments Mon, 16 Jun 2014 13:14:37 +0000 http://www.borsaturismoarcheologico.it/?p=3023 di MARINA LO BLUNDO

Ieri si è svolta a Roma la Giornata Informativa sui social network del MiBACT. Promossa dalla Direzione Generale per la Valorizzazione, presieduta dalla Direttrice Generale A.M. Buzzi, ha visto partecipare quanti (non tutti) all’interno dei vari Istituti statali si occupano o vorrebbero occuparsi dell’aspetto social della promozione e della valorizzazione.

Sul blog del Museo Archeologico Nazionale di Venezia ho già raccontato di cosa si è trattato. Qui cercherò di approfondire ulteriormente la questione (magari con qualche spunto critico in più).

Dico da subito che aldilà dei problemi che ci sono e che sempre ci saranno, insiti in una struttura che fa fatica a recepire il nuovo anche perché retta principalmente da persone poco aperte al nuovo (nonché appartenenti ad un’altra generazione) io mi ritengo soddisfatta. E vi spiego subito perché:

E’ importante che si sia fatto, è importante che la sede centrale abbia deciso di guardare in faccia almeno una volta chi in periferia si occupa della comunicazione via social. E’ importante perché dato che non esiste (ancora) un coordinamento a livello centrale, almeno cominciamo a guardarci e a contarci, così magari smettiamo di essere tante isole sperdute che ignorano l’esistenza l’una dell’altra. Ma soprattutto, è importante che si sia fatto in modalità aperta! Streaming, livetwitting con un ashtag appositamente creato, #MIBACTsocial: è stato senza dubbio un importante segnale da parte del Ministero. Soprattutto perché non era scontato, anzi, sinceramente mai più l’avrei immaginato (troppi choc tutti insieme, poi: innanzitutto un incontro specifico sul tema social, poi il live, e pure il wifi aperto per i presenti in sala!)
Dunque finalmente ci riuniamo tutti insieme e la Direzione Generale per la Valorizzazione si prende in carico di incontrarci (più o meno) tutti. Ma c’è un ma: essendo partito tutto per iniziativa di singoli (parlo della presenza sui social da parte dei vari Istituti), nonostante una Direzione Generale per la Valorizzazione attiva su facebook dal 2009, che avrebbe potuto quantomeno suggerire ai vari Luoghi della Cultura di fare qualcosa in merito, sul territorio social ci sono forti disparità. Nella sala erano riunite insieme persone relativamente esperte e persone totalmente ignoranti in materia. La stessa Direttrice Generale Buzzi non dimostra di avere molto le idee chiare in merito.

Non sto a disquisire troppo sui contenuti dei due interventi di Giuseppe Ariano, l’ “uomo social” del MiBACT, e di Livia Iacolare di Twitter Italia (colei che, per capirci, ha seguito la #museumweek). Lei ha spiegato dall’ABC come si usa twitter dato che in molti tra i presenti non conoscevano lo strumento. Da Ariano mi sarei aspettata qualche esempio in più di buone pratiche dagli esempi già esistenti in Italia. Bello il video della serata al Louvre per i fans della pagina FB, ma siccome non siamo in Francia e molti qui non hanno neanche idea di cosa sia Facebook, forse poteva valere la pena di far vedere esempi semplici, da cui trarre magari qualche idea realizzabile per il futuro (tra l’altro, l’idea di Brera sui film ambientati nei musei è molto bella, chissà che non la riprendiamo a Firenze…). Inoltre, vorrei far notare che dietro la pagina facebook del Louvre c’è una progettualità che noi manco ce la sogniamo. E torno a dire alla Direttrice Generale Buzzi che non possiamo “aprire aprire aprire” pagine facebook e account twitter come se piovesse, ma dobbiamo aprire con criterio, con cognizione di causa, sapendo fin dall’inizio cosa e a chi vogliamo comunicare.

#MiBACTsocial uhm…. non basta aprire un account, bisogna saperlo far parlare, altrimenti non serve a niente!!!!

— Marina Lo Blundo (@maraina81) 30 Maggio 2014

Si è parlato di usare i social solo per promuovere. Ma la promozione è solo un aspetto della comunicazione, importante certo, ma non esclusivo. Per questo si deve occupare dei social personale interno, che conosce l’Istituto di cui parla, ma non solo: anche personale che conosca la materia (sì, sto parlando di quell’esercito di assistenti alla vigilanza ecc ecc di cui faccio parte anch’io, che sono più che formati nella loro disciplina e che sanno utilizzare questi strumenti). Il tema non è così banale: chi se ne occupa? Chi se ne deve occupare? E quale ruolo deve avere all’interno dell’Istituto? A chi diceva “mancano le risorse, manca il personale”, un’ottima Paola Villari rispondeva che le figure ci sono e sono proprio quei giovani assistenti alla vigilanza ecc ecc che sono stati assunti con l’ultimo concorso (e un’agghiacciante Buzzi chiedeva “Che concorso, scusi?”). Ma soprattutto nessuno in sala ha detto il nome della figura professionale che serve: il social media manager. Ma del resto non mi stupisco. Per fortuna ci ha pensato il pubblico a casa a ricordarlo…

Perché nessuno parla di nuove professioni possibili? Perché nessuno parla di social media manager nei musei? @svegliamuseo #MiBACTsocial

— Francesco Ripanti (@Cioschi) 30 Maggio 2014

Oggi si è parlato in generale, ma mancano delle linee guida e un coordinamento che va fatto. Va fatto perché siamo tutti istituti periferici che devono per forza di cose riferirsi ad un organo centrale. Quindi pur nella discrezionalità dei singoli, e nelle varie attività a livello periferico che ciascuno decide di promuovere, occorre che il @MiBACT dia delle direttive comuni, delle strategie, magari, soprattutto contribuisca a creare una rete, metta in collegamento per esempio tutti gli Istituti afferenti, che ne so, all’archeologia in modo che possano fare un determinato tipo di comunicazione, e colleghi dall’altra parte tutte le biblioteche, sempre per esempio: l’unione fa la forza, e questa è solo un’idea. Ma io non ho i mezzi per farlo, occorre che chi sta al centro coordini una rete di questo tipo.
è stata lanciata l’idea, che probabilmente avrà attuazione, di fare altri incontri di questo tipo, e che da informazione si passi a formazione. Personalmente proporrei che nel corso di questi incontri futuri si presentassero delle buone pratiche, degli esempi, si stabilissero quelle linee guida di cui c’è bisogno, si costruisse davvero il concetto di rete. Staremo a vedere. Ah, e visto che pare che il 30 ottobre a Paestum si parlerà di social network (così mi ha informato un tweet) non sarebbe pensata male di farsi vedere compatti e con un’idea.
Il bilancio comunque è positivo. Bene che se ne sia parlato, bene l’intenzione di rinnovare questi appuntamenti, bene che il tutto si sia svolto in modalità open. Il livetwitting (che ho raccolto in uno storify) non deve rimanere lettera morta: le conversazioni sviluppatesi nel corso della diretta streaming anche e soprattutto tra i non-MiBACT, ovviamente più critici, sono ricche di spunti di riflessione su cui sono convinta che la Direzione Generale per la Valorizzazione dovrebbe riflettere.

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http://www.borsaturismoarcheologico.it/giornata-informativa-sui-social-network-del-mibact-mi-piace-ma-con-qualche-appunto/feed/ 2395
L’archeologia, il turismo, e l’italica logica dell’eh, chissà. http://www.borsaturismoarcheologico.it/larcheologia-il-turismo-e-litalica-logica-delleh-chissa/ http://www.borsaturismoarcheologico.it/larcheologia-il-turismo-e-litalica-logica-delleh-chissa/#comments Wed, 05 Feb 2014 16:32:24 +0000 http://www.borsaturismoarcheologico.it/?p=2888 di MARIANGELA VAGLIO

Succede così: che un’amica che si occupa di queste cose da anni – e bene – ti telefona e dice: “Sai, sto organizzando un incontro alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico a Paestum per riunire i blogger che si occupano di comunicazione archeologica e museale, perché vorremmo capire come coordinarci, visto che nel mondo questo mestiere è ormai quotatissimo e in Italia manco si sa che esistiamo, vieni anche tu?” Tu, di tutto questo discorso, diciamocelo, in prima battuta hai sentito solo “Paestum”, e già nella testa ti frullano le immagini dei templi di Cerere e Nettuno, il Museo strapieno di vasi, la bellezza della campagna salernitana, le mozzarelle di bufala, e quindi dici di sì.
Così prendi l’aereo, dopo secoli che viaggiavi solo in treno, diligentemente studi i criteri per portarti appresso il latte detergente e le creme antirughe senza essere presa per una terrorista, ti fai quasi spogliare all’aeroporto di fronte alla macchinetta che rileva i metalli, affronti un volo da panico (non perché ti alzi da terra, ma perché sei circondata da un’orda di italianisti professori universitari che vanno a Napoli per un qualche convegno e passano tutto il tempo a citarsi addosso per far capire agli altri in coda al check in che loro sono molto italianisti, molto colti e soprattutto molto professori universitari) e infine, dopo essere stata recuperata in aereo porto dall’organizzazione, arrivi a Paestum.
Qui scoprì subito che i Paestani (si dice Paestani? ok,se non si dice me lo invento io) sconvolgono tutti i possibili pregiudizi padani che si annidano nei più reconditi angolini del cervello: perché oltre ad essere gentilissimi come poche persone al mondo, sono soprattutto organizzati come Svizzeri. Per cui, cosa rara in Italia, la Borsa fila via che è una meraviglia, i seminari e gli incontri si succedono con precisione teutonica, i microfoni ci sono, i computer e i collegamento wifi esistono e connettono senza problemi, gli addetti sanno darti le informazioni e quando non le sanno mobilitano in pochi minuti al telefono chi di dovere per trovarle. Insomma, non fosse per i templi che occhieggiano fuori, sembrerebbe di stare a Basilea.
I cultural blogger, chiamiamoli così, sono divertenti: archeologi trentenni che si stanno cercando di inventare un nuovo e parallelo mestiere, quello della comunicazione museale, un po’ guardando che fanno i musei stranieri, dove però – eh, al solito – ci sono i fondi e soprattutto manager che sanno quanto la comunicazione culturale e importante, un po’ mettendoci la creatività e anche l’improvvisazione italica, e quindi sono al tempo stesso competenti ma pure naïf, e tu, che potresti essere non la loro mamma ma la loro zia sì, provi un tantino di tenerezza, pensando che se avessi dieci anni di meno forse saresti come loro, ma visto che hai dieci anni di più puoi dargli almeno qualche dritta di sopravvivenza in rete, da vecchia blogger che ne ha viste tante.
Poi la Borsa è un mondo in cui trovi di tutto: soprintendenti che non vedi da anni e nel frattempo hanno fatto carriera, responsabili di enti di ricerca, ambasciatori venezuelani, sceicche del Barein, volontari di associazioni culturali vestiti da primitivi o da legionari, che la mattina in albergo fanno colazione coperti di pellicce o in lorica, serissimi mentre addentano croissant poco cronologicamente congruenti, scolaresche mandria in transito al seguito di colleghi più o meno urlanti o esasperati, orafi che per passione ricreano i gioielli di ambra antichi, i diademi gotici e le spade kirghize.
Vedi i templi baciati dal sole, e poi ti spingi fino all’Heraion alle foci del Sele, dove in mezzo al nulla c’è un museo “parlante” pieno di installazioni che è un gioiellino, ed è tenuto aperto in questi giorni da giovani archeologi volontari preparati, che ti accompagnano ed illustrano il percorso, e che poi, come tutti i giovani archeologi di questo paese, quando chiedi loro del futuro rispondono:”Mah, adesso apriamo questi giorni, poi quest’estate riprendiamo gli scavi, perché siamo qui gratis per ora, e vi farei vedere gli scavi ma il problema è che sono immersi nell’erba, e non c’è nessuno che la sfalci regolarmente…” E tu pensi che è tutta così, l’Italia, questa terra di grandi intuizioni dove manca la manutenzione ordinaria, e la gestione di tutto è affidata alla passione e spesso allo spirito di sacrificio del singolo, che si inventa Borse del Turismo, tiene aperte aree archeologiche altrimenti chiuse, inventa blog prima che ci pensino i musei, riesce ad organizzarsi in mezzo al deserto, e poi tutto quello che crea resta sospeso nel limbo del chissà se il prossimo anno o mese ce la facciamo ancora a mantenerlo in vita. Eh, chissà.

dal blog “Il Nuovo Mondo di Galatea”

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Archeotoscana: il blog della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana alla BMTA 2013 http://www.borsaturismoarcheologico.it/archeotoscana-il-blog-della-soprintendenza-per-i-beni-archeologici-della-toscana-alla-bmta-2013/ http://www.borsaturismoarcheologico.it/archeotoscana-il-blog-della-soprintendenza-per-i-beni-archeologici-della-toscana-alla-bmta-2013/#comments Thu, 21 Nov 2013 11:14:40 +0000 http://www.borsaturismoarcheologico.it/?p=2732 di MARINA LO BLUNDO

In occasione di Archeoblog, svoltosi nell’ambito della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico a Paestum il 14 novembre, è stata presentata una realtà che è nata da pochi mesi ma che ha già fatto parlare di sé e sta già lasciando il segno (e, speriamo, sarà presa come esempio da seguire): si tratta del blog archeotoscana.wordpress che, insieme alla pagina facebook Archeotoscana e all’account twitter @MAF_Firenze è la vetrina 2.0 della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana. Nato a metà maggio, il blog della SBAT si è subito imposto all’attenzione del web grazie ad una buona campagna di promozione coordinata su facebook e su twitter, che ha fatto sì che il pubblico degli appassionati e degli addetti ai lavori possa conoscere giorno per giorno le attività dei musei e delle aree archeologiche della Toscana.

Il blog viene aggiornato costantemente con le news riguardanti i luoghi dell’archeologia statali della regione; inoltre, e l’idea è di farlo sempre più spesso, si punta a fare una comunicazione che non sia soltanto informazione, ma che lasci anche qualcosa in più: una comunicazione che sia divulgazione, che sia dialogo con i lettori, che sia anche uno spazio per la formazione e per la discussione.

Il blog è curato da un team di Assistenti alla Vigilanza della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana: tra di loro alcune blogger già esperte, ognuna per il proprio campo, del mondo del web 2.0: il che non guasta, per sapere come muoversi in un ambiente che è necessario, oggi come oggi, conoscere e praticare, nel quale non è sufficiente “esserci” per fare un buon lavoro.

Lo scopo del blog è quello di promuovere l’attività della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana attraverso le sue strutture museali, per mostrare e dimostrare che non si tratta di entità chiuse, sigillate e ferme, ma al contrario vive e vitali! Molte delle attività dei musei e delle aree archeologiche spesso rimangono racchiuse nelle 4 mura del museo e non vengono pubblicizzate all’esterno, con grave danno non solo per il museo stesso, ma per la comunità. Non bisogna dimenticare, in questo mondo nel quale si ragiona spesso in termini di puro turismo, e di turismo di massa, che esiste anche una fetta di pubblico, che poi è il pubblico più importante, che è costituito dagli abitanti della città, o della regione, in cui la struttura museale ha sede. Ad essi, principalmente, devono essere rivolte le attività culturali, didattiche, comunicative; inoltre, l’utilizzo di un mezzo, internet, sempre più appannaggio delle nuove generazioni, vuole invitare una fetta di pubblico che solitamente non frequenta i musei se non saltuariamente, mirando a coinvolgerli, a farli sentire parte attiva della vita culturale del museo. Naturalmente il lavoro da fare in questa direzione è ancora tanto, niente si fa con un semplice schiocco di dita e le blogger di Archeotoscana accrescono la loro esperienza giorno dopo giorno, guardandosi intorno e prendendo spunto dalle buone pratiche che si trovano in rete (ancora troppo poche nel panorama italiano); ciononostante hanno già ottenuto dei bei risultati: come la sfida a colpi di Antinoo, nata su twitter tra @MAF_Firenze, @museiincomune e @museoarcheovene, divenuta uno Storify che ha raggiunto la notorietà nazionale grazie anche ad un tweet, un post su facebook e soprattutto un intervento in un’intervista da parte del ministro Massimo Bray. E scusate se è poco.

In poco tempo, il blog Archeotoscana si è saputo ritagliare un proprio spazio, in continua crescita, tra il pubblico. Essere lanciati nel web 2.0, inoltre, fa sì che la Soprintendenza aderisca ad alcune iniziative che senza la rete non sarebbe facile conoscere: come la Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo del 13 ottobre 2013, che ha visto impegnati i musei archeologici di Firenze e Arezzo i quali hanno predisposto un Activity Book scaricabile proprio dall’apposita pagina Download del blog. Su twitter l’account dialoga con le altre realtà museali attive nel web 2.0 e con le realtà fiorentine e toscane, in modo da promuovere l’attività dei musei e delle aree archeologiche statali sul territorio di competenza della Soprintendenza. Su facebook la promozione passa attraverso i link e le foto degli eventi organizzati dai vari musei.

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