Patrimonio culturale per quale turismo?

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  • 04/11/2013 at 19:03
  • Patrimonio culturale per quale turismo? Ecco il tema scelto per il VII Incontro delle Testate Archeologiche, appuntamento oramai fisso della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, organizzato in collaborazione con ICCROM e la rivista Archeo. L’incontro vuole proporre uno spazio di discussione tra i rappresentanti dei beni culturali e del turismo, tra cui il Direttore Generale dell’ICCROM, Stefano De Caro, il Segretario Generale dell’UNWTO, Taleb Rifai, e il neoeletto Direttore del Centro del Patrimonio Mondiale dei Paesi Arabi, Mounir Bouchenaki, con i responsabili delle maggiori testate specialistiche internazionali specializzate. BMTA, Paestum, Basilica Paleocristiana, venerdì 15 novembre (15.00 – 18.00).

    Grazie ai progressi della tecnologia ed alla forte crescita del fenomeno turistico degli ultimi anni, mai come ora, gli abitanti del pianeta hanno tanto viaggiato e le “culture” si sono tanto incontrate. Ciò rende più evidente il paradosso di un patrimonio culturale che, oggetto di una domanda turistica in costante espansione, non è mai stato così minacciato. Se la protezione del patrimonio culturale è anzitutto responsabilità delle istituzioni nazionali, che relazione può essere sviluppata con responsabili e operatori nei vari campi che, come per esempio nel turismo, si fondano sulla sua conoscenza?
    Il turismo si attesta tra le principali attività in termini di sviluppo economico e, allo stesso tempo, è un importante fattore di scambi culturali. È interessante notare che già nel 1969, una pubblicazione dell’UNESCO considerava che “lo sviluppo del turismo (era) uno dei fattori rilevanti degli ultimi venti anni, e certamente una delle testimonianze più sicure del progresso della civiltà”. Più tardi, nel 1979, in uno studio congiunto della Banca Mondiale e dell’UNESCO del 1979 intitolato “Turismo, passaporto per lo sviluppo? Prospettive sugli effetti economici e sociali del turismo nei paesi in via di sviluppo”[1] si ponevano varie questioni, tra cui il rapporto tra l’adeguatezza tra gli investimenti e le risorse generate messa in dubbio insieme con altri effetti indotti come il numero di visitatori, all’origine di vero deterioramento di località o monumenti. Il turismo è stato messo in causa nell’ambito di un approccio che privilegia la salvaguardia e la protezione del patrimonio culturale a lungo termine.
    Il turismo come vettore del dialogo tra le culture. La conoscenza culturale non si concepisce senza dialogo, senza scambi: può essere questa una sfida da raccogliere alla quale il turismo potrebbe utilmente contribuire con i nuovi mezzi di comunicazione? Può una migliore cooperazione tra gli operatori turistici e le istituzioni culturali rispondere ai bisogni di un’adeguata comunicazione sulla cultura nel quadro dei circuiti turistici?

    [1] Turismo, passaporto per lo sviluppo? Prospettive sugli effetti sociali e culturali di turismo in Paesi in Via di Sviluppo, uno studio Banca Mondiale – UNESCO