Le poesie di Enzo Tafuri dedicate alla Borsa

  • In occasione delle ultime tre edizioni della BMTA, il poeta di Vietri sul Mare Enzo Tafuri ha dedicato le sue poesie alla Borsa.

     

    Voli D’Aquila

    Spicca il volo l’aquila reale, nido vergine all’Arechi. 

    occhio acuto di rapace, plana l’alba iridescente al golfo.

    Verde lido, pini salmastri, bianco sorriso di schiuma. 

     Zumata scenica,

    i Templi nel sussulto dell’incanto.

    Sentinelle di pietra, antico sigillo, la bellezza confonde

    Il pensiero.

    Argine di tele, penombre, come un ricamo schermato

    invola il cielo nel denso petalo azzurro.

    Archeologia planetaria, ritmo incalzante, etnie di popoli,

     eco viscerale di terra, oasi di pace.

    Un ponte fra isole di pensieri, il passato inciso

    come un brivido alato di sole.

     Il tramonto infiamma il globo, rosso palpito sanguigno.

     Specchiano riflessi i Templi, antica magia  d’arcobaleno.

     Stupore del tempo, velo di sospiri nel muto rito

     di preghiere.

    Paestum 6 ottobre 2016

    Icone D’incanto

    Nasce lento il trepido giorno, palpito di colori
    nel respiro frizzante.

    Pacato riflesso, l’arcata al mare spazia l’onda,
    punta Licosa al bacio di sole

    Rassegna di scena, la Borsa svetta iridescenti
    candori, staglia il cielo come alata mongolfiera.

    Schiere di volti pastellano figure nel ritmo sereno.

    Mani delicate plasmano argille, fluido torniante
    di terracotte brunite.

    Il passo sfiora umori di terra, seno racchiuso,
    genesi antiche, orme di storia.

    E’ morbido, lento l’incedere elastico,
    tappeto di germogli, petali di rugiada.

    L’eco sospeso come coro di fanciulli.

    Voci, versi, sussurri delicati avvolgono
    il pensiero, icone d’incanto.

    L’aroma di caffe ’ dirimpetta il Tempio.

    Cerere canta il fuoco della sera.

    L’abbraccio muto, immutato brivido
    come un cosmico guizzo di luce.

    Paestum 1 novembre 2015

    Templi di Memorie

    Novembre tiepida balugina linee di sole.
    Paestum riflette umori dorati di pietre.

    Templi di memorie nel muto respiro del tempo.

    Recinto remoto, svetta l’argine bianco di cupola
    nella maestà del vento.

    Universo di popoli, frammenti, il segno inciso
    dell’inconscio, l’umanità racconta favole
    di parole.

    Viali sintetici, decori, hostess, rosso
    luccicante, fluido ritmo.

    Archeologia viva, quel passato sepolto
    germoglia nel fiore del pensiero.

    Anime adolescenti, veli di donna, bisbiglio
    di voci.

    Cerco nel bouquet di volti, la terra soffia
    un petalo, la voce, è già canto nel ruscello
    dei sensi.

    Argine di brividi nel delicato chiarore, tu
    fanciulla con gli occhi nel sogno accarezzi
    l’animo come un velo di seta.

    Paestum 1 novembre 2014