La BMTA parla arabo in occasione del Ventennale

  • La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico in occasione del Ventennale è anche in lingua araba. È la campagna molto innovativa e senza esempi analoghi in Europa o nel mondo nell’ambito delle Fiere del Turismo, che con lo slogan “Con BMTA il turismo archeologico parla arabo” invita le persone di lingua araba interessate all’archeologia e al turismo culturale a connettersi con il sito www.bmta.it o a visitare Paestum.

    “Non è un progetto commerciale, ma culturale, come afferma il fondatore e direttore Ugo Picarelli, quella di una nuova forma di inclusione sociale, in nome della denominazione “Mediterranea” della Borsa (area geografica crocevia di civiltà) e del riconoscimento internazionale dell’evento da parte di Unwto e Unesco (le Nazioni Unite del Turismo e della Cultura) quale best practice di dialogo interculturale”.

    Inoltre, Paestum colonia della Magna Grecia ha fatto tesoro della cultura greca e di quella romana, custodendo le vestigia di entrambe.

    La Borsa con questa mission interpreta in pieno la “diplomazia culturale” che il Ministro Alfano persegue nel suo impegno di politica estera; ma anche l’impegno internazionale che l’Italia ha assunto con il Ministro Franceschini nei confronti dell’Unesco e quindi del mondo intero di farsi partecipe della salvaguardia del patrimonio dell’umanità con i Caschi Blu coordinati dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale; non ultima l’attenzione che riserva il Presidente della Regione Campania De Luca alle progettualità di cooperazione culturale: il progetto ENI CBC “Mediterranean Sea Basin”, che succede al Programma “ENPI – CBC Bacino Mediterraneo 2007-2013”, è il nuovo Programma di cooperazione transfrontaliera multilaterale che vede la Campania in partenariato con i Paesi Mediterranei, al fine di creare opportunità economiche attraverso lo sviluppo locale delle destinazioni con siti Unesco e realizzare forme innovative di valorizzazione.

    Nel salernitano, come nel Sud Italia, vivono migliaia di cittadini arabi, moltissimi dei quali, probabilmente, del patrimonio culturale non sanno nulla, benché vivano in luoghi dove si afferma la loro storia e dove emerge a pieno una parte non certo secondaria della loro tradizione culturale. Scoprirla non è solo un’acquisizione di conoscenza, ma una opportunità di dialogo e confronto, consapevoli nella loro lingua che il patrimonio culturale, non solo quello dei siti Unesco, appartiene anche a loro.

    In arabo non sarà sviluppata solo la comunicazione web, ma anche l’attività di ufficio stampa e la promozione della Borsa con newsletter e una intensa attività attraverso i social network.