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In occasione delle ultime edizioni, il poeta di Vietri sul Mare Enzo Tafuri ha scritto alcune poesie sulla Borsa.

Per la XXIII edizione – 2021

La natura sublime

Nuvole maestose, pennellate d’azzurro, gregge radioso.

Svanisce al vento virale il gelido torpore,
tenaglie di brividi avvingono il petto, insidiose apnee.

Geo utero d’amore, fumi tossici ascendono la biosfera,
clima scosso, calore ascendente di ghiacciai e deserti.

Assassinio di zolle nel singhiozzo della terra.

Eppure il sole splende, il mare oceano di onde,
abissi celano misteri ancestrali, pianori archeologici,
fluido di tenerezze come seno di madre.

Il futuro nell’ansia di germogli, splende la nuova aurora.

Il passo è cauto ora, lieve e morbido, vita e ambiente,
la natura sublime di versi e bellezze.

Migrazione di popoli, turismo pacato,
uomo viaggiatore nell’intimità di costumi.

Pellegrini viandanti, sentieri di storia, umori di terra.

Parchi silenziosi nell’incanto di scena,
sbuffi di treni nel viaggio di fanciulli.

Anfiteatro marino, archeologia sommersa,
incidono steli di memorie.

Tramonto dorato, la sera dolce,
venerazione dei martiri nel sonno di pietra.

Per la XXII edizione – 2019

Astronave Archeologica

Astronave Archeologica, memoria del tempo, solca
lo spazio nel ritmo remoto.

Strali aguzzi di pietre incidono tombe e sepolcri,
statuette e simboli raccontano la favola ancestrale.

Erano mercati di popoli e tribù
diademi preziosi, turismo di
frammenti sacri nel sacrificio agli Dei.

La terra Madre bisbiglia i suoi umori con la voce
del silenzio, Santuario dell’umanità.

Ora nel tempo che è nuovo ma non svanito l’Astronave
del Pensiero saetta visioni di vette e mare nella nicchia
di seno. Paestum nel pianoro mistico.

Coltre di giallo oro i Templi nella rugiada di rocce.

La cupola bianca innalza vele di candore all’azzurro.

Folla di colori, vetrine di arte, idiomi intrecciano parole.

Ritmo vibrante di popoli, etnie delicate, calamite
planetarie, assemblea nel seme del vento.

Avviene l’emozione dell’animo, richiamo accorato
ai martiri, custodi di memorie, assassinio crudele
al
Museo del Bardo.

Martire di pietà, Uomo di Palmira, la vita recisa
da ladri di verità.

Il cielo ora dona l’attimo del Silenzio, scia di fuoco
dell’astronave eterna.

Bussa radioso un verso di tenerezza.

 

Per la XX edizione – 2017

Circuito Astrale

Mente creativa, donata dimensione del pensiero,
circuito astrale, visioni di popoli.

Solchi tracciati, aratro con umori di zolle,
scorrono il tempo, unico tripudio di esuberante
bellezza nel Ventennale stimolo.

Borsa Mediterranea, semi di germogli ancestrali.

Svetta la luce cosmica, silenzio d’aurora ai Templi di Paestum.

Genesi vergine, la storia sublime avviene,
giaciglio di memorie, invisibile intimo della terra.

Turismo culturale, colori del mondo,
sciamano come un dipinto arcobaleno.

Gaio è il ritmo, brio fresco come acque limpide,
gioiosa serenità, allegra economia.

Avvampa il Tempio di memorie,
fuoco impetuoso,
scenografia amare.

Crepitano mitraglie, delitto all’innocenza,
scuotono l’estasi d’incanto remoto,
Museo del Bardo, avvolge Tunisi l’afflato caldo di pietà.

Folla inerme nel fuoco di saette.

Forza insulsa del terrore, deboli di fede,
maschere scialbe, imbrattano di fango
il riflesso solare agli orizzonti del mondo.

Non uccidono cuori che sempre palpitano,
pulsano solenni nel brivido radioso dell’alba.

Martire nel segreto di verità, Padre di storia,
figlio di Palmira, Khaled Asaad, falce di morte,
assassinio di
memorie nel sospeso silenzio del cielo.

Oltraggio spietato nel vuoto di preghiere,
riposa nel fruscio pacato, seno caldo di pietre.

L’Archeologia vive perenne nella Patria dell’animo.

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Per la XIX edizione – 2016

Voli d’Aquila

Spicca il volo l’aquila reale, nido vergine all’Arechi. 

occhio acuto di rapace, plana l’alba iridescente al golfo.

Verde lido, pini salmastri, bianco sorriso di schiuma. 

Zumata scenica,

i Templi nel sussulto dell’incanto.

Sentinelle di pietra, antico sigillo, la bellezza confonde

il pensiero.

Argine di tele, penombre, come un ricamo schermato

invola il cielo nel denso petalo azzurro.

Archeologia planetaria, ritmo incalzante, etnie di popoli,

eco viscerale di terra, oasi di pace.

Un ponte fra isole di pensieri, il passato inciso

come un brivido alato di sole.

 Il tramonto infiamma il globo, rosso palpito sanguigno.

 Specchiano riflessi i Templi, antica magia  d’arcobaleno.

 Stupore del tempo, velo di sospiri nel muto rito

 di preghiere.

Per la XVIII edizione – 2015

Icone d’Incanto

Nasce lento il trepido giorno, palpito di colori
nel respiro frizzante.

Pacato riflesso, l’arcata al mare spazia l’onda,
punta Licosa al bacio di sole

Rassegna di scena, la Borsa svetta iridescenti
candori, staglia il cielo come alata mongolfiera.

Schiere di volti pastellano figure nel ritmo sereno.

Mani delicate plasmano argille, fluido torniante
di terracotte brunite.

Il passo sfiora umori di terra, seno racchiuso,
genesi antiche, orme di storia.

E’ morbido, lento l’incedere elastico,
tappeto di germogli, petali di rugiada.

L’eco sospeso come coro di fanciulli.

Voci, versi, sussurri delicati avvolgono
il pensiero, icone d’incanto.

L’aroma di caffè dirimpetta il Tempio.

Cerere canta il fuoco della sera.

L’abbraccio muto, immutato brivido
come un cosmico guizzo di luce.

 

Per la XVII edizione – 2014

Templi di Memorie

Novembre tiepida balugina linee di sole.

Paestum riflette umori dorati di pietre.

Templi di memorie nel muto respiro del tempo.

Recinto remoto, svetta l’argine bianco di cupola
nella maestà del vento.

Universo di popoli, frammenti, il segno inciso
dell’inconscio, l’umanità racconta favole
di parole.

Viali sintetici, decori, hostess, rosso
luccicante, fluido ritmo.

Archeologia viva, quel passato sepolto
germoglia nel fiore del pensiero.

Anime adolescenti, veli di donna, bisbiglio
di voci.

Cerco nel bouquet di volti, la terra soffia
un petalo, la voce, è già canto nel ruscello
dei sensi.

Argine di brividi nel delicato chiarore, tu
fanciulla con gli occhi nel sogno accarezzi
l’animo come un velo di seta.