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La BMTA è riconosciuta quale best practice per l’impegno a favore del dialogo interculturale, non solo attraverso la partecipazione nel Salone Espositivo di circa 15 Paesi Esteri, ma anche per dedicare annualmente dal 2015 significativi momenti a questo tema nell’ambito del programma: – l’incontro “#pernondimenticare il Museo del Bardo, 18 marzo 2015” con la partecipazione del Direttore Moncef Ben Moussa, a seguito dell’accadimento tanto funesto al Museo di Tunisi, per ricordare che il patrimonio culturale è uno strumento fondamentale per il dialogo fra le culture: ogni cittadino del mondo, al di là di appartenenze religiose o politiche, deve essere consapevole che il patrimonio culturale è un bene comune e rappresentazione di identità nazionale, per cui va difeso da tutti i Paesi che fanno della democrazia il loro baluardo; – l’attenzione su Palmira con il lancio dell’hashtag “#unite4heritage for Palmyra” e una serie di incontri sulla distruzione del patrimonio culturale, sull’archeologia ferita e sulla disintegrazione delle identità, oltre all’International Archaeological Discovery Award, il Premio alla scoperta archeologica dell’anno – unico al mondo – intitolato alla “Sposa del Deserto”, la città dell’Antico Regno saccheggiata e distrutta dai terroristi dell’Isis, dove ha trovato la morte l’eroico Khaled al-Asaad, l’ultimo testimone di quella commovente pagina di bellezza, restituita agli occhi del mondo per la prima volta nel 1929 da Henri Arnold Seyrig (archeologo francese, Directeur général des Antiquités de Syrie et du Liban a Beirut – Siria e Libano erano dal 1922 un mandato francese – è stato direttore dei Musei di Francia e dell’École du Louvre dal 1960 al 1962). Il Premio, dalla prima edizione e fino al 2024 è stato intitolato proprio a Khaled al-Asaad, Direttore dell’area archeologica e del museo di Palmira dal 1963 al 2003, che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio culturale. Il Premio è ora intitolato a “Palmyra”, al fine di riportare l’attenzione sul sito archeologico per la sua ricostruzione e accompagnare la rinascita del turismo culturale in Siria. La tragedia che insanguina il Vicino Oriente sta mettendo in pericolo l’esistenza, non solo delle persone, uccise o costrette alla fuga e all’esilio, ma anche di patrimoni culturali, che rappresentano allo stesso tempo storia e identità di civiltà. La Siria è la regione dove si è sviluppata la civiltà urbana e la straordinaria città carovaniera di Palmira, all’interno di un’oasi verdeggiante, è simbolo di incontro di culture. |


