Mostra e Workshop di Archeologia Virtuale

ArcheoVirtual, organizzata dalla BMTA in collaborazione con l’ISPC CNR Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale, è la sezione – composta da Mostra e Workshop – che dal 2006 illustra le produzioni più significative nel panorama internazionale delle tecnologie digitali al servizio del patrimonio, applicazioni e progetti di archeologia virtuale, disciplina che si occupa di studiare, interpretare, comprendere e comunicare il patrimonio archeologico e il suo contesto attraverso un processo di acquisizione dei dati, ricostruzione, verifica continua tramite tecniche di visualizzazione, analisi e simulazione.

ArcheoVirtual in 20 anni ha accompagnato i visitatori lungo il percorso di crescita e affermazione di varie tecnologie (grafica 3D, dispositivi mobile, interazione touch e gestuale, ecc.) attraverso un approccio narrativo alle meraviglie del passato.

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Edizione 2026

20 anni di ArcheoVirtual alla BMTA: la narrazione del passato attraverso il digitale

ArcheoVirtual giunge alla ventesima edizione e si conferma un punto di riferimento per la condivisione di nuovi approcci per l’archeologia digitale e la narrazione del passato. La Mostra racconta l’evoluzione dell’archeologia digitale, promuovendo il dialogo tra ricerca scientifica, innovazione tecnologica e valorizzazione del patrimonio culturale, riunendo istituzioni, università, enti di ricerca, musei e aziende per presentare progetti, esperienze e tecnologie, che stanno trasformando il modo di conoscere e raccontare il patrimonio archeologico, rendendolo più accessibile, coinvolgente e comprensibile.

MOSTRA
Next ex Tabacchificio

da giovedì 29 a sabato 31 ottobre
ore 10.00 · 19.00
domenica 1 novembre
ore 10.00 · 13.00

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WORKSHOP
Next ex Tabacchificio – Sala Cerere

sabato 31 ottobre
ore 16.30 · 19.00

Lista applicazioni 2026:

1) PIXTRU
Partner: Agenzia La Lucana Snc, iinformatica Srl

2) VERSUS: Palmanova Extended City
Partner: MetaHeritage, Città di Palmanova, Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, Università di Pavia, Unione Europea

3) Smart Sulky Mediterranean Art
Partner: Parco storico e archeologico di Sant’Antioco, Hq Media

4) SATI
Partner: ItalyVRexperience, Fondazione CHANGES

5) Brancacci Chronicles
Partner: CNR ISPC, Comune di Firenze

6) IlluminAI: il Web3D per i manoscritti miniati
Partner: Sapienza Università di Roma, CNR-ISPC, CINECA, Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD)

WORKSHOP ARCHEOVIRTUAL
“L’ARCHEOLOGIA DIGITALE NELLA SUA ETÀ ADULTA”
in collaborazione con ISPC Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR e Digital Library – Ministero della Cultura
indirizzi di saluto
Ugo Picarelli Fondatore e Direttore della BMTA

Andrea De Pasquale Direttore Generale Digitalizzazione e Comunicazione Ministero della Cultura
Costanza Miliani Direttore CNR ISPC
introduce e modera
Augusto Palombini
Ricercatore CNR ISPC, Coordinatore Scientifico di ArcheoVirtual
intervengono
Panel Digital Library

Giuliano Romalli Direttore Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Library 
La Digital Library per l’archeologia italiana: progetti e strategie per conoscere, conservare e disseminare il patrimonio culturale
Silvia Fortunati Funzionario Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Library 

Dall’idea al caso d’uso: esperienze di co-creazione per il patrimonio archeologico
Fabrizio Sudano Direttore Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria

Masterpiece box. La valorizzazione dei Bronzi di Riace presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria 
Panel CNR ISPC
Sofia Pescarin Dirigente di ricerca CNR ISPC, Coordinatrice team di ricerca Digital Heritage Innovation Lab
Nicolò dell’Unto Direttore DARKLab Laboratorio di Archeologia Digitale Università di Lund – Svezia
interventi programmati
Andrea Carraro Esperto AI generativa per la cultura Carraro Lab

Progetti di Re-generative Art e Re-generative History
Antonio Scuderi CEO Capitale Cultura Group / ARtGlass e Pietro Galifi Direttore Creativo Altair4 Multimedia
Sfide tecnologiche e creative per una nuova narrazione del Patrimonio Unesco del Val di Noto

Lista applicazioni 2026:

1) PIXTRU
Partner: Agenzia La Lucana Snc, iinformatica Srl
PIXTRU è un sistema brevettato, che introduce il concetto di Archeoricordo: una fotografia realizzata durante la visita a un sito archeologico o museo che, una volta stampata, diventa accesso a contenuti digitali sul patrimonio. Attraverso un totem sostenibile, privo di monitor e utilizzabile via browser mediante QR code, il visitatore seleziona e personalizza dal proprio smartphone l’immagine, ottimizzata dall’intelligenza artificiale per migliorarne la resa e ridurre gli sprechi. La stampa, associata a un QR code o a un NFC univoco, consente di accedere a video, testi, messaggi vocali, geolocalizzazione e contenuti storico-archeologici validati dall’ente culturale. L’Archeoricordo unisce memoria personale e narrazione scientifica del luogo, prolungando l’esperienza oltre la visita. Descrizioni sonore e multisensoriali generate con AI favoriscono inoltre la fruizione da parte di persone cieche o ipovedenti. PIXTRU è replicabile in musei, parchi archeologici e destinazioni culturali.

2) VERSUS: Palmanova Extended City
Partner: MetaHeritage, Città di Palmanova, Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, Università di Pavia, Unione Europea

Palmanova diventa una Extended City: una città da esplorare, toccare e attraversare nel tempo. VERSUS costruisce un’esperienza integrata altamente accessibile in cui rilievo 3D, realtà aumentata, realtà virtuale, videomapping e strumenti tattili raccontano in modo nuovo la città patrimonio UNESCO. Un plastico in bronzo, ottenuto da scansione 3D con drone e corredato da testi multilingue e Braille, permette di leggere la forma della città attraverso il tatto. Mappe digitali 3D mostrano le trasformazioni di Palmanova nelle diverse epoche, mentre un secondo modello fisico installato nel visitor centre diventa superficie narrativa per il videomapping. In alcuni luoghi della città, dei QR code attivano nove personaggi storici in AR, che guidano il visitatore attraverso vicende, spazi e trasformazioni urbane; altri contenuti possono essere vissuti anche in VR, all’interno di ricostruzioni immersive fruibili da visori Oculus.

3) Smart Sulky Mediterranean Art
Partner: Parco storico e archeologico di Sant’Antioco, Hq Media

SMART SULKY MEDITERRANEAN ART innova l’antica Sulky trasformando il patrimonio fenicio, punico e romano in un’esperienza digitale, immersiva e interattiva, dove tecnologia, arte e archeologia diventano strumenti di conoscenza e partecipazione. Con Meta Quest 3, il visitatore entra nelle ricostruzioni virtuali degli antichi porti, esplora il monumentale Mausoleo di Sa Presonedda e vive un’esperienza immersiva nell’antica acropoli romana, luogo del ritrovamento dei due straordinari leoni in pietra, testimonianza dell’arte fenicio-punica. L’innovazione prosegue con gaming e realtà aumentata: i leoni SUL e KY accompagnano i bambini alla scoperta della città; un gioco a tappe porta alla conoscenza dei personaggi dell’area sacra del Tofet attraverso la realtà aumentata; “Crea la tua stele” trasforma infine l’apprendimento in creatività, permettendo di esplorare e ricomporre simboli e dettagli artistici. Un nuovo modo di vivere l’archeologia: vedere, esplorare, interagire, creare. 

4) SATI
Partner: ItalyVRexperience, Fondazione CHANGES
SATI è una piattaforma di intelligenza artificiale per il turismo culturale, che trasforma una semplice mappa cartacea in un ecosistema digitale capace di informare, coinvolgere e raccogliere dati sulla fruizione dei territori. Attraverso QR Code, NFC, avatar AI multilingua e virtual tour, i visitatori accedono a contenuti immersivi e servizi personalizzati senza installare applicazioni. Ogni interazione genera dati anonimi, che vengono elaborati in tempo reale per produrre dashboard, analisi predittive e report a supporto di enti pubblici, destinazioni turistiche e gestori di beni culturali. L’applicazione consente di migliorare l’esperienza del visitatore, misurare il valore generato dai beni culturali, ottimizzare le strategie di promozione e supportare processi decisionali basati su dati oggettivi.

5) Brancacci Chronicles
Partner: CNR ISPC, Comune di Firenze

“Brancacci Chronicles” è un’esperienza di gioco interattiva, immersiva e multiplayer dedicata alla scoperta della Cappella Brancacci a Firenze, perla del Rinascimento. Cinque partecipanti, collegati anche da luoghi diversi tramite visore VR o computer, entrano insieme all’interno della Chiesa di S. Maria del Carmine, raggiungono la Brancacci e assumono l’identità di cinque personaggi rappresentati negli affreschi. Attraverso cinque missioni narrative, ognuno riceve un compito specifico, esplora autonomamente lo spazio e collabora con gli altri per individuare scene e scoprire dettagli significativi e curiosi. Il completamento delle missioni determina l’avanzamento collettivo di tutto il gruppo, l’attivazione di punti di vista condivisi e lo sblocco di strumenti di osservazione e diagnostica. Disponibile in italiano e inglese, l’esperienza integra narrazione storico-artistica, gamification e temi della conservazione, promuovendo meraviglia, conoscenza e cura del patrimonio.

6) IlluminAI: il Web3D per i manoscritti miniati
Partner: Sapienza Università di Roma, CNR-ISPC, CINECA, Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD)

La realtà virtuale rappresenta una risorsa preziosa per il settore culturale poiché consente di esaminare manufatti fragili attraverso repliche digitali e sviluppare esperienze innovative per coinvolgere il pubblico. La app Web3D IlluminAI è stata realizzata proprio con questo scopo e favorire la valorizzazione dei manoscritti miniati medievali. Il sistema integra una rete neurale profonda con un ambiente 3D strutturato per agevolare l’esplorazione immersiva delle pagine e il confronto iconografico tra le miniature. Basata sul Framework ATON, IlluminAI è accessibile tramite visori per la realtà virtuale e aumentata, workstation, kiosk museali, smartphone o tablet, utilizzando comuni browser e senza bisogno di installazione per l’utente finale. Selezionando gli specifici elementi, gli utenti possono giustapporre ed esaminare le riproduzioni ad alta risoluzione, sovrapporre le mappe di attivazione generate dall’AI e accedere a schede informative contenenti i principali dati storici.

I temi di ArcheoVirtual nel corso delle edizioni

L’edizione 2025 è stata dedicata al tema delle “applicazioni digitali e turismo culturale”. Lo sviluppo delle applicazioni digitali ha determinato una significativa trasformazione del turismo culturale, grazie alla diffusione capillare di iniziative e soluzioni virtuali online e in presenza. Queste tecnologie sono state concepite come strumenti di supporto, capaci di integrare l’esperienza della visita senza sostituirla. Le modalità di fruizione del patrimonio si sono evolute nel tempo e i musei virtuali hanno contribuito a stimolare il turismo culturale, favorendo un’integrazione sempre più stretta tra le due dimensioni, con l’obiettivo di compensarne reciprocamente i limiti. Questi temi sono stati affrontati nel contesto di ArcheoVirtual 2025.


Il tema del 2024 è stato “DiversaMente”, che ha permesso una visione innovativa sui diversi tipi di pubblico e i loro universi esperienziali, per una fruizione del patrimonio modellata sulle aspettative di ciascuno attraverso l’uso sapiente delle tecnologie. Si è portata l’attenzione sull’inclusività in tutte le sue forme, per un pubblico in continuo aumento ed evoluzione, nell’idea di disegnare i musei di domani secondo modelli che i visitatori sentano sempre più vicini. Nel Workshop “DiversaMente: la diversificazione dell’offerta per i pubblici della cultura” si sono affrontati i temi legati all’accessibilità, ma anche alla profilazione e al disegno dell’esperienza utente in forme sempre più inclusive e idonee ai diversi tipi di approccio di funzionamento e di abilità delle persone, grazie a un uso consapevole e mirato delle tecnologie digitali.


L’edizione 2023 dal tema “nuove intelligenze” è stata dedicata alle opportunità innovative per il patrimonio culturale, rese possibili dallo scenario tecnologico in continua evoluzione. Intelligenza artificiale, naturalmente, con le sue molteplici forme di applicazione che stanno contaminando le varie anime della disciplina archeologica; ma anche modelli inediti di analisi che possono basarsi su nuovi dati, grazie allo studio massivo delle informazioni demandato alle macchine e nuove proposte di fruizione destinate a un pubblico in evoluzione costante, nell’idea di disegnare i musei di domani. Insieme alla Mostra, l’organizzazione del Workshop ha approfondito il tema delle “nuove intelligenze” legate alle più recenti innovazioni nel campo della ricerca: dal remote sensing alle applicazioni di fruizione, alle analisi del pubblico.
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L’edizione 2022 dal tema “Verso il Metaverso” ha voluto introdurre il pubblico alle prospettive, che si delineano nel campo dei nuovi mondi virtuali. L’annunciato avvento del Metaverso, pur non rappresentando una novità assoluta, fa intravedere rilevanti trasformazioni nelle modalità di comunicazione, intrattenimento, commercio, che toccheranno tutti gli ambiti della vita sociale. Che ruolo avranno la cultura e il patrimonio archeologico in questo contesto? Ad oggi le caratteristiche del fenomeno non sono ancora ben delineate, ma idealmente ogni rilievo o modellazione ricostruttiva può divenire, in un prossimo futuro, un ambiente immersivo in cui muoversi, incontrare altri utenti, apprendere informazioni e intrecciare relazioni. La Mostra ha ospitato le più interessanti e originali applicazioni immersive focalizzate sul patrimonio materiale e non, per la creazione di contesti digitali di elevato contenuto culturale. Inoltre, il pubblico ha avuto come guida d’eccezione Lucrezia, l’archeologa virtuale che ha dialogato con i visitatori di ArcheoVirtual tramite i loro cellulari. Il tema del Workshop, incentrato sul Metaverso, ha affrontato le trasformazioni in atto, legate all’avvento di questo mondo virtuale e della blockchain, che muteranno drasticamente le prospettive emotive ed economiche della fruizione del patrimonio culturale.

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Per il 2021, ArcheoVirtual è stata all’insegna delle “Nuove InterAzioni”, intese sia dal punto di vista tecnico che sociale e narrativo. Quasi tutte le applicazioni di questa edizione non richiedono contatto fisico con superfici, a dimostrazione delle varietà di strumenti di interazione touchless, oggi potenzialmente disponibili per i Musei, grazie alle nuove tecnologie e strategie di fruizione collettiva.
Al tempo stesso, abbiamo voluto valorizzare nuove modalità interattive sul piano delle forme di fruizione del patrimonio e del rapporto con le Comunità, presentando alcuni dei più significativi progetti in corso sul tema dell’Heritage Science.

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Nel 2019, ArcheoVirtual ha focalizzato l’evoluzione delle applicazioni digitali per i Beni Culturali, in particolare sul rinnovato interesse per le forme di narrazione (tradizionali e multimediali) del passato. Accanto ai crescenti esempi di video narrativi e non interattivi (fiction storica), anche le applicazioni più innovative come la realtà virtuale immersiva, sono in cerca di nuove metafore di narrazione.
ArcheoVirtual si è presentata nel 2019 nella sola veste audiovisuale, con un’area video che ha visto l’alternarsi di prodotti audio-visivi di grande impatto emozionale e un’alta resa grafica.

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Per il 2018, ArcheoVirtual ha proposto il tema “Archeologia e digitale: lo stato dell’arte” per valorizzare le soluzioni tecnologiche che hanno reso i luoghi della cultura più appetibili per il grande pubblico e più leggibili in termini di comprensione e sensibilità culturale; applicazioni che, anziché puntare sulla tecnologia fine a se stessa, si sono fatti mezzo per migliorare la narrazione, l’approccio museografico nell’esposizione, la vocazione didattica o, ancora, la modalità d’interazione, nell’ottica di avvicinare il pubblico alla Cultura e ai Beni Culturali attraverso precisi effetti emotivi, sensoriali e cognitivi.

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Nel 2017, in occasione del Ventennale della BMTA, il Jukebox di ArcheoVirtual è stato un cinema interattivo che ha consentito ai visitatori di scegliere e “ascoltare” i 54 migliori ricordi dell’ultimo decennio: dal museo virtuale della Cappella degli Scrovegni di Giotto a quello della Valle del Tevere, il viaggio attraversa i 132 progetti presentati alla mostra tra il 2006 e il 2017.