La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico e Archeo hanno inteso dal 2015 dare il giusto tributo alle scoperte archeologiche attraverso un Premio annuale assegnato in collaborazione con le testate archeologiche internazionali media partner della Borsa: Antike Welt (Germania), arCHaeo (Svizzera), AiD Archäologie in Deutschland (Germania), Archéologia (Francia), Current e World Archaeology (Regno Unito), Dossiers d’Archéologie (Francia).
Il Premio, dalla prima edizione e fino al 2024 è stato intitolato a “Khaled al-Asaad”, Direttore dell’area archeologica e del museo di Palmira dal
1963 al 2003, che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio culturale.
Dopo dieci anni, il Premio è stato intitolato a “Palmyra” nel ricordo sia dell’hashtag “#Unite4HeritageforPalmyra” – simbolo della campagna di comunicazione della BMTA nel 2016, al fine di riportare l’attenzione sul sito archeologico per la sua ricostruzione e accompagnare la rinascita del turismo culturale in Siria – che del Gemellaggio firmato con Paestum nel 2018.
In ricordo di Khaled al-Asaad
Il ricordo dell’archeologo Paolo Matthiae: «Khaled al-Asaad è stato per quarant’anni il Direttore degli scavi archeologici di Palmira. Era l’archeologo della città, ha collaborato con missioni di ogni Paese: dalla Francia alla Germania, dalla Svizzera all’Olanda, dagli Stati Uniti alla Polonia e da ultimo anche con l’Italia, con la missione statale di Milano. Era uno studioso completo, ma soprattutto era una persona tipica delle famiglie delle città del deserto. Questo tipo di uomini, come i beduini di un tempo, sono caratterizzati da una amabilità, da una cortesia e da un’ospitalità straordinaria che per loro è del tutto naturale. Non eccessiva, ma misurata e discreta, Khaled al-Asaad era una persona di grandissima amabilità, misura e gentilezza d’animo. Anche archeologi che non si occupano di quel periodo, cioè di antichità romane, andavano di frequente a Palmira in visita e la disponibilità di Khaled era totale. Era una personalità fortemente radicata nella città, ma per il carattere internazionale del sito che gestiva era una sorta di cittadino del mondo. In varie occasioni il suo nome era stato proposto per il ruolo di direttore generale delle antichità a Damasco, ma credo che lui preferisse rimanere a Palmira, una città con la quale si identificava».
«Khaled era talmente sicuro di fare soltanto il suo mestiere che non riteneva di avere motivo di fuggire. E per come lo ricordo non era persona che temesse per la propria vita. Pur essendo in pensione, aveva quasi 82 anni, ha preferito rimanere nella sua città proprio perché ha capito che le antichità correvano dei rischi. E probabilmente ha immaginato che la sua indiscussa autorevolezza morale potesse proteggere maggiormente quello che c’era e c’è tuttora a Palmira: le rovine di un sito archeologico assolutamente straordinari per tutto il Mediterraneo e per tutto il mondo».
L’International Archaeological Discovery Award “Palmyra” è l’unico riconoscimento mondiale dedicato agli archeologi, che con sacrificio, dedizione, competenza e ricerca scientifica affrontano quotidianamente il loro compito nella doppia veste di studiosi del passato e di professionisti a servizio del territorio.
Il Direttore della Borsa Ugo Picarelli e il Direttore di Archeo Andreas Steiner hanno condiviso questo cammino in comune, consapevoli che “le civiltà e le culture del passato e le loro relazioni con l’ambiente circostante assumono oggi sempre più un’importanza legata alla riscoperta delle identità, in una società globale che disperde sempre più i suoi valori”. Il Premio, dunque, si caratterizza per divulgare uno scambio di esperienze, rappresentato dalle scoperte internazionali, anche come buona prassi di dialogo interculturale.
Il Premio, assegnato alla scoperta archeologica prima classificata, sarà selezionato tra le 5 finaliste segnalate da ciascuna testata e sarà consegnato venerdì 30 ottobre, in occasione della XXVIII BMTA in programma a Paestum da giovedì 29 ottobre a domenica 1 novembre 2026.
Inoltre, sarà attribuito uno “Special Award” alla scoperta, tra le cinque candidate, che avrà ricevuto il maggior consenso dal grande pubblico nel periodo 11 settembre – 15 ottobre sulla pagina Facebook della Borsa (www.facebook.com/borsamediterraneaturismoarcheologico).
Le cinque scoperte archeologiche del 2025 finaliste della 12ª edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Palmyra” sono:
- Albania: rinvenuto nella Valle di Bulqizë il primo ipogeo-mausoleo di epoca romana del Paese;
- Egitto: a Taposiris Magna un porto sommerso;
- Italia, Pompei: grande sala da banchetto affrescata e dedicata al corteo di Dioniso;
- Italia, Vulci: una testa di fanciulla, scultura greca in territorio etrusco;
- Turchia: i mosaici con coccodrilli e fenicotteri a Eraclea al Latmo.
Le scoperte nel dettaglio:
Albania: rinvenuto nella Valle di Bulqizë il primo ipogeo-mausoleo di epoca romana del Paese
Nella Valle di Bulqizë in Albania, gli archeologi hanno rinvenuto un grande mausoleo romano databile tra il III e il IV secolo d.C. Si tratta della prima scoperta di questo genere nel Paese, che fu parte dell’Impero Romano per oltre sei secoli e che ora vede riaffiorare tracce tangibili del suo passato. La scoperta del mausoleo è stata portata alla luce nel villaggio di Strikcan, nell’Albania settentrionale a 90 km da Tirana e si caratterizza per la presenza di rari elementi architettonici ed epigrafici, tra cui un’iscrizione bilingue con la dedica al personaggio sepolto (Gelliano) e al dio Giove. Il monumento funerario, articolato in tre ambienti e introdotto da una scalinata monumentale, ha dimensioni notevoli (circa 9 x 6 metri) e presenta una camera sepolcrale alta 2,4 metri. All’interno sono stati rinvenuti oggetti di un corredo funerario, tra cui vasi in vetro, manufatti in osso, armi e frammenti tessili intrecciati con fili d’oro, segno del prestigio sociale del defunto.
Egitto: a Taposiris Magna un porto sommerso
L’archeologa Kathleen Martínez e il famoso scopritore del Titanic, Bob Ballard, hanno portato alla luce un complesso sommerso vicino alle rovine di Taposiris Magna, a 50 km a ovest di Alessandria. Si ritiene che si tratti di uno sviluppo cruciale per risolvere il mistero della tomba della regina Cleopatra VII d’Egitto, risalente a 2.000 anni fa. Grazie al ritrovamento di anfore, diverse ancore, un pavimento levigato e colonne imponenti, il team ritiene di aver portato alla luce un antico porto perduto, nel mare di Taposiris Magna. I subacquei guidati da Bob Ballard, National Geographic Explorer, hanno mappato sotto la superficie del mare pavimenti levigati, colonne imponenti e ancore. La scoperta ridefinisce Taposiris Magna importante centro marittimo oltre che religioso. Secondo Martinez, questa scoperta rafforza l’ipotesi che Cleopatra abbia scelto questo luogo per la sua tomba. Solo ulteriori ricerche potranno rispondere alla domanda se i suoi resti giacciano da qualche parte al largo della costa.
Italia, Pompei: grande sala da banchetto affrescata e dedicata al corteo di Dioniso
A Pompei, gli scavi nell’insula 10 della Regio IX rivelano una grande sala da banchetto. Le pareti ospitano un fregio monumentale a figure quasi a grandezza naturale, una megalografia. Il decoro raffigura un vivace corteo dionisiaco. La quarta parete della stanza si apriva su un giardino, integrando lo spazio con la natura.
La scena raffigura il corteo di Dioniso, dio del vino: baccanti, dipinte sia come danzatrici sia come fiere cacciatrici, portano sulle spalle un capretto sgozzato sulle spalle o con una spada e le interiora di un animale nelle mani. Giovani satiri dalle caratteristiche orecchie appuntite suonano il doppio flauto, mentre un altro versa il vino all’indietro. Un elemento affascinante del fregio è che tutte le figure sono rappresentate su piedistalli, come fossero statue, eppure, grazie ai gesti dinamici, ai toni della pelle e alla resa dei tessuti, appaiono incredibilmente vive e in movimento.
Gli archeologi hanno denominato questa dimora Casa del Tiaso, in riferimento al corteo festante del dio Dioniso. L’affresco rinvenuto è attribuibile al II Stile della pittura pompeiana, databile al I secolo a.C., e con maggiore precisione tra gli anni 40 e 30 a.C. Al momento dell’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., il fregio aveva quindi già un secolo di vita. L’unico altro esempio noto di una megalografia raffigurante riti misterici dionisiaci è il celebre fregio della Villa dei Misteri, situata appena fuori da Pompei e anch’essa è decorata in II Stile.
Italia, Vulci: una testa di fanciulla, scultura greca in territorio etrusco
A Vulci scoperta una testa in marmo greco di una giovane donna, una Kore, negli scavi del progetto “Vulci Cityscape”, promosso dalle Università di Friburgo e Magonza in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, insieme alla Fondazione Vulci. Il progetto, avviato nel 2020, indaga l’urbanistica e lo sviluppo della città etrusca. L’opera costituisce un raro esempio di scultura greca rinvenuta in territorio etrusco, offrendo significativi spunti per comprendere l’intensità dei rapporti culturali tra la Grecia e l’Italia preromana. La scultura raffigura una giovane figura femminile con un’acconciatura ricercata ed elaborata attribuibile a un atelier attico degli inizi del V secolo a.C.
Il ritrovamento è avvenuto nell’area del nuovo grande tempio scoperto nel 2021, che contribuisce ad ampliare il quadro finora noto degli edifici di culto realizzati nel centro urbano.
Turchia: i mosaici con coccodrilli e fenicotteri a Eraclea al Latmo.
Archeologi dell’Università di Selçuk hanno scoperto mosaici con animali, coccodrilli, delfini, fenicotteri e anguille, offrendo nuovi dettagli sulla rappresentazione degli animali nell’antichità. La scoperta arricchisce le conoscenze sull’arte e la vita nell’antica città greca della Ionia sulle pendici del Latmo (oggi Turchia, provincia di Mugla, distretto di Milas).
Lo scavo diretto dall’archeologa Zeliha Gider Büyüközer, docente del Dipartimento di Archeologia dell’Università di Selçuk, ha interessato le terme romane nell’antica città nell’ambito del progetto “Geleceğe Miras” (Patrimonio per il futuro) del Ministero della Cultura e del Turismo della Turchia. Büyüközer ha sottolineato che soprattutto nei mosaici rinvenuti nel frigidarium delle terme, ovvero la parte dove si facevano i bagni freddi, si trovano raffigurazioni di coccodrilli, ben sei raffigurazioni di coccodrilli rivolte l’una verso l’altra. Tuttavia, questa zona non è molto adatta alla vita del coccodrillo, per cui il maestro che ha lavorato in questo luogo potrebbe essere stato un maestro itinerante.
Archivio edizioni
International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” 2015 (1a edizione)
International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” 2016 (2a edizione)
International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” 2017 (3a edizione)
International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” 2018 (4a edizione)
International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” 2019 (5a edizione)
International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” 2020 (6a edizione)
International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” 2021 (7a edizione)
International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” 2022 (8a edizione)
International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” 2023 (9a edizione)
International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” 2024 (10a edizione)
International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” 2025 (11a edizione)





